Musica è…

tra note e pensieri

3.1.08

quartetto

Penso che non esista un insieme strumentale che sia stato penetrato tanto profondamente dal pensiero musicale quanto il Quartetto d’Archi. È infatti attraverso di esso che il vascello della musica ha gettato lo scandaglio nei mari più profondi. Dopo quasi 250 anni di vita esso continua a non essere riducibile alla somma dei suoi componenti e si presenta a noi, invece, come uno "strumento" la cui dialettica fra individualità ed unanimità, fra autonomia e omogeneità, sembra porsi come paradigma di una società ideale"

Luciano Berio

criado por andreabasevi    8:42 — Arquivado em: io e la musica

19.12.07

una composizione a modo vostro

UNA COMPOSIZIONE A MODO VOSTRO (Piccolo alfabeto musicale)

Modo d’uso

1. Desiderate come battuta iniziale A ? Se sì, passate a D se no passate a B

2. Preferite per iniziare allora la battuta B ? Se sì, passate a R se no passate a C

3. Preferite dunque la battuta C ? Se sì passate a S, se no passate a Z

4. Vi va bene la battuta D ?
se preferite un’altra battuta, passate a I, se vi va bene questa, passate ad E

5. Per proseguire va bene la battuta E ?
se preferite continuare in modo diverso, passate a F, se no passate a G

6. E questa battuta F ?
se desiderate sapere come continua, passate a M, se non vi interessa passate a G

7. Vi va bene la dinamica della battuta G ?
se preferite un’altra dinamica, passate ad H, se vi va bene questa passate a L

8. Vi va bene la dinamica della battuta H ?
se preferite un’altra dinamica, passate a G, se vi va bene questa  passate a L

9. Spero che vi vada bene la battuta I
se desiderate conoscere il prosieguo, passate ad E, se no passate a Z

10. Può andare bene la battuta L ?
se può andar bene, passate a M, se no passate a N

11. Va eseguita “sognante” la battuta M
se volete sapere perché va eseguita così, consultate un dizionario musicale alla parola “sognante”
se vi sembra utile soprassedere passate a N

12. Andrebbe analizzata la battuta N
se desiderate conoscere subito l’interpretazione, passate a Q
se preferite al contrario conoscere le reazioni del pubblico, passate a O

13. Vi è un piccolo segreto nella battuta O
se desiderate sapere quale, passate a P
se no passate a P lo stesso perché il saperlo non è affar vostro

14. Una chiave di lettura del lavoro potrebbe trovarsi nella battuta P
se volete vedere se è vero, passate a Q
se no passate lo stesso a Q perché non vedrete proprio nulla

15. Vi sembra che ci siano troppe note nella battuta Q ?
se desiderate suonare meno note, passate a R
se non lo desiderate e non siete troppo stanchi, passate a Z

16. Vi può essere utile la battuta R ?
se non vi piace, passate a Z, se vi va bene passate a S

17. Potrebbe essere fondamentale la battuta S
se non lo credete, passate a Z, se vi va bene passate a T

18. Dovrebbe servirvi la battuta T
se desiderate sapere cosa si può fare poi, passate a U, se non lo desiderate passate a Z

19. Può esservi utile anche la battuta U
se desiderate sapere come, passate a V, se non lo desiderate passate a Z

20. Battuta V, non c’è seguito, la composizione è terminata

21. Battuta Z, in questo caso la composizione è ugualmente terminata.

criado por andreabasevi    23:56 — Arquivado em: io e la musica

8.12.07

sulla musica

…la musica non è una rassicurante mercanzia emotiva per l’ascoltatore, né un tranquillo bagaglio procedurale per il compositore. Essa è bella perché ci (e si) interroga incessantemente, invitandoci a ristabilire un rapporto col nostro passato. Possiamo descriverla come un edificio che ha come architetto la società e come designer la storia, ma la cui pianta non sarà mai data, perché le sue stanze sono aperte, mutevoli, spalancate su prospettive sempre diverse e nuove, da identificare man mano con l’ermeneutica, la filosofia, l’estetica. E sebbene questo non sia un privilegio esclusivo della musica, lo è il fatto che tali stanze abbiano un suono e siano abitate da voci, vita e strumenti.  Luciano Berio

criado por andreabasevi    23:30 — Arquivado em: io e la musica

io amo la musica

La vita e’ una musica… essa ti trascina verso la libertà.  Anonimo

La vita ha una sua musica, la vita vera è musica. Anonimo

L’amicizia è come la musica: due corde parimenti intonate  vibreranno insieme anche se ne toccate una sola. Francis Quarles

L’amore è musica in cerca di parole.  Anonimo

L’architettura è musica nello spazio, una sorta di musica congelata. Friedrich W. Joseph von Schelling

L’Arte, intendendo il termine per indicare collettivamente pittura, scultura, architettura e musica, è la mediatrice e riconciliatrice di natura e uomo. È dunque il potere di umanizzare la natura, di infondere i pensieri e le passioni dell’uomo in tutto ciò che è l’oggetto della sua contemplazione. Samuel Taylor Coleridge

Lasciate il vostro ego, giocate con la musica, amate la gente. Luther Allison

Le lacrime, la sola musica alla quale il cuore è sensibile.  Marc Gendron

Le musiche dell’avvenire avranno le loro radici nell’universo.  Anonimo

Le opere in cui splende il genio dell’intelligenza non appaiono vive e belle se non attraverso un’esecuzione anch’essa viva e bella, calorosa e delicata, fedele e graziosa, Brillante e animata. L’eccellenza di una esecuzione dipende non solo dalla scelta degli esecutori ma dallo spirito che li anima.  Hector Berlioz

Le parole sono la penna del cuore, la musica è la penna dell’anima. Shneur Zahlman

Lo spartito deve offrire al musicista l’occasione per i esprimere grandi passioni e creare una musica energica e toccante. Christoph Willibal Gluck

Lo spirito è uno strumento della musica con una certa gamma di toni, al di là dei quali si sente un silenzio infinito.  Johm Tyndall

L’uomo che non ha alcuna musica dentro di sé, che non si sente commuovere dall’armonia di dolci suoni, è nato per il tradimento, per gli inganni, per le rapine. I motivi del suo animo sono foschi come la notte: i suoi appetiti neri come l’erebo. Non vi fidate di un siffatto uomo. Ascoltate la musica.  Shakespeare

L’uomo che non ha musica dentro di sé, né è commosso dall’accordo di dolci suoni, è incline ai tradimenti, agli stratagemmi e ai profitti; i moti del suo spirito sono tristi come la notte, e i suoi effetti bui come l’Erebo: non fidatevi di un uomo simile.  Shakespeare

L’uomo molto ricco deve parlare sempre di poesia o di musica ed esprimere pensieri elevati, cercando di mettere a disagio le persone che vorrebbero ammirarlo per la sua ricchezza soltanto.  Ennio Flaiano

Mi concedevo, ogni sera, un momento di musica che era per me solo. Certamente questo piacere solitario è un piacere sterile, ma nessun piacere è sterile quando rimette il nostro essere in armonia con la vita Margherite Yourcenar

Ascoltare la musica di Mozart significa sentire che è stata compiuta una buona azione. È difficile dire con precisione dove sia questa buona influenza, ma indubbiamente essa è benefica; quanto più vivo e meglio la conosco, tanto più amo la musica.  Tchaikovsky

Il fare musica è la possibilità di un arricchimento per la propria vita, per la propria personalità. Come ogni cosa bella contiene un valore, anche la musica lo possiede e ogni volta che la esprimiamo riaccade un avvenimento. Il luogo della musica è dove passa qualcosa d’altro, un di più: la ricchezza umana. Piero Bonaguri

criado por andreabasevi    12:53 — Arquivado em: io e la musica

7.12.07

la musica

Il ritmo del mio cuore,
chiudo gli occhi
ed è come se
vedessi per la prima volta
le distese stellate…
mi sento più vicina al cielo!
Mi bagna, mi rinfresca:
tintinna
come le note più acute
di un pianoforte,
mi porta
in grandi foreste
tinte di verde.
E’ una nota di colore,
un raggio di sole,
un pezzo di paradiso.  Manuela Guadalupi

La nostra vita deve essere piena di musica in modo che la melodia pervada tutte le nostre azioni  Gandhi

La pittura trasforma lo spazio in tempo, la musica il tempo in spazio.  Hugo Von Hofmannsthal

La poesia è la memoria bagnata dalle lacrime. La musica è la memoria del mare.  Miguel Angel Asturias

La poesia è la ragione messa in musica.  Francesco De Sanctis

La terra ha musica per coloro che ascoltano.  Shakespeare

La vera musica è dentro le note.  Mozart

La vera musica è il linguaggio del cuore.  Anonimo

La vera musica è il silenzio e tutte le note non fanno che incorniciare il silenzio. Miles Davis

nella foto il Genova Vocal Ensemble diretto da Roberta Paraninfo

criado por andreabasevi    20:02 — Arquivado em: io e la musica

1.12.07

amicizia musicale

Un’ amicizia musicale

Questo intervento riguarda quella parte della mia produzione musicale che è stata suggerita dall’amicizia con il virtuoso di clarinetto basso Rocco Parisi.
Ho conosciuto Rocco tramite un comune amico che mi aveva commissionato un lavoro per clarinetto basso, non sapevo che Rocco vivesse nella mia città e questo è stato per me molto importante, poi siamo diventati colleghi nello stesso Conservatorio e ciò non ha fatto altro che rafforzare la nostra amicizia.
Una volta il compositore stesso suonava diversi strumenti, per esempio Bach era abile nell’organo, clavicembalo e violino e Mozart suonava splendidamente violino, viola e pianoforte. Ho molto sognato di potere come Mendelssohn suonare la viola in una mia composizione: non sono un professionista della tastiera, se mai un dilettante e cioè uno che si “diletta” a suonare. Rocco no, è un grande esecutore del suo strumento, sempre attento alle novità ed è inoltre uno straordinario insegnante. Se c’è una cosa che traspare nella mia musica è la curiosità tipica dei bambini: l’insaziabile ricerca di nuove espressioni della forma. Ciò si ritrova anche in Rocco ed è per questo che la nostra amicizia, oltre ad essere discreta, ha portato a condividere brani musicali pensati per lui. E’ il caso di Rock olé, che ascolterete tra breve, un lavoro sul virtuosismo non meccanico, di cui Rocco è un attento divulgatore. In questo brano l’esecutore deve suonare con la sinistra lo strumento mentre percuote dei Tom con la destra (il clarinetto basso, esculsa l’ottava grave, può essere suonato anche con una sola mano). Lo stupore che prende il pubblico è simile a quello dei bambini quando vedono per la prima volta una cosa strana: questo è quello che volevamo suggerire. Il clarinetto basso è uno strumento giovane, la letteratura parte dalla fine del XIX° secolo, è con la musica contemporanea che si è arricchito di nuovi brani. Molti importanti compositori hanno scritto per questo affascinante strumento: Luciano Berio ha composto la Sequenza IXa grazie all’apporto di Rocco Parisi. Nella mia produzione il clarinetto basso ha molta importanza ed è protagonista in vari brani strumentali. Ho creato un brano dedicato alla memoria di Berio, è un lavoro breve e suggestivo dove vengono esplorate le regioni acute e gravi dello strumento lasciando a latere quella centrale. Lo strumento ha un’ estensione straordinaria e tutti i suoni che può fare sono ugualmente intensi ed espressivi, inoltre l’interprete può suonare tutte le dinamiche, dal pianissimo al fortissimo, senza produrre suoni sgradevoli. Queste “doti” dello strumento unite all’intelligenza di Rocco mi hanno subito affascinato e permesso alla mia musica di acquisire un importante mezzo fonico per raccontare ancora una volta l’esperienza della nostra vita.
Foto di Patrizia Ercole ©

criado por andreabasevi    14:42 — Arquivado em: io e la musica

20.11.07

Trascrizione Elaborazione 10

La trascrizione è dunque arte?
Come tutte le altre forme di pensiero musicale è in bilico tra compiutezza e superficialità, può essere semplice ma perfetta, può al contrario complicarsi in inutili orpelli; solo quando l’idea di fondo emerge sincera possiamo accettare la nuova veste di un pensiero. Trascrivere dall’orchestra, trascrivere per orchestra, la difficoltà non è data dalla quantità degli strumenti impegnati o dalla riduzione resasi necessaria, il lavoro compiuto deve nascondere l’eventuale provenienza sospetta, come la difficoltà di confrontarsi con l’originale o una richiesta editoriale. Bisogna palesare invece la nuova veste sonora come stimolo dell’ambiguità dell’idea originaria. Il grande poeta Giorgio Caproni diceva che il miglior modo per commentare e quindi tradurre un verso è quello di salvaguardarne il suono originale e forse quindi di non commentarlo.
Se ci capiterà di ascoltare un’ elaborazione sarà uno stimolo a ricreare, a elaborare, a trascrivere col nostro pensiero il cammino originale, se lo conosciamo, ad individuare una possibilità di reale, se invece non lo conosciamo. Lo stesso percorso fa l’artista quando si trova a valutare il suo stile attraverso un oggetto sonoro che può essere non il proprio e quindi a rimettere in discussione un’ opera lasciata aperta volutamente o per caso. E se questa opera era considerata conclusa, il fatto di aver trovato un varco per commentarla è già di per se un fatto d’arte, perché bisogna riconoscere ed apprezzare uno degli aspetti più profondi del comporre: il confronto.

fine

criado por andreabasevi    10:59 — Arquivado em: io e la musica

19.11.07

Trascrizione Elaborazione 9

Trascrizione come Traduzione
La trascrizione è il lavoro del compositore il quale deve essere in grado di apprendere una tecnica compositiva attraverso la conoscenza della tradizione. Solo chi può permettersi il lusso di entrare ed uscire dalla storia può guardare avanti nel futuro. Non si pretende di essere stati esaurienti sull’argomento, preciso intento è quello di creare una ipotetica linea di demarcazione tra la semplice variazione acustica di un brano, che ho più volte chiamato trascrizione, ma anche rientrano in questa eccezione le versioni per, le strumentazioni e via dicendo, e dove invece l’autore ha assimilato il pensiero del compositore originario dando una nuova veste e soprattutto una nuova interpretazione all’idea. Abbiamo per altro visto che le nuove versioni di lavori dello stesso autore si prestino a rifacimenti spesso totali dove l’idea originaria viene ampliata restando aperta a nuove possibilità di sviluppo. L’idea di opera aperta richiama il saggio di Umberto Eco e la musica di quegli anni era una realtà continua e cangiante. Ci sono degli artisti che riproponendo e traducendo dei classici ne hanno assimilato il pensiero e ricreato la vitalità. ‘E il caso del poeta Franco Fortini secondo il quale la Imitazione di Giacomo Leopardi è un caso limite: è una poesia di Leoprardi, integralmente sua nel più alto spirito del poeta in confronto al quale l’originale di Arnaux è una piccola canzonetta sentimentale. Questo non avviene, non deve avvenire quando un poeta traduce un altro poeta. Si traduce a volte perché si vuole studiare, attraverso tentativi di appropriarsi di particolari elementi di contenuto o ritmici o sequenze di immagini, come se il traduttore si scavasse un percorso attraverso il testo del poeta tradotto per estrarne un minerale proprio. Gli esiti, i risultati della traduzione, i frammenti radioattivi del suo lavoro si verificheranno in altri momenti, trattandosi spesso di semplici fatti formali. Per Fortini il problema della fedeltà ossia della reperibilità delle corrispondenze non si dà. Per altro una traduzione che conservi il maggior numero di corrispondenze con l’altro testo, è una traduzione di tipo letterale rinunciando perciò ad una certa parte. Nel campo musicale avviene allo stesso modo la rinuncia a tutto un ordine di elementi a favore di altri. Per una buona elaborazione come per una buona traduzione, si tratta di ipotizzare che l’elemento dominante del brano di partenza che risulti per noi il più importante, sia un certo timbro, un certo tono, e si cerchi di mantenersi fedele a questi elementi.

criado por andreabasevi    15:57 — Arquivado em: io e la musica

18.11.07

Trascrizione Elaborazione 8

Altre forme di trascrizione
Per noi la trascrizione rappresenta un felice incontro tra vicino e lontano, tra un presente che guarda al passato e un passato che arriva al presente. Per cui non ci occupiamo delle trascrizioni troppo libere, ma di quelle dove l’ autore ha lasciato un segno del suo pensiero. Interessante notare come il diverso connotato di questi temi sia risolto nell’elaborazione con risultati fonici a volta sorprendenti come le musiche trascritte per strumenti senza un grande repertorio. Bach traspose per liuto alcune Partite per violino che trovano antecedenti nelle intavolature rinascimentali. Escludendo poche importanti opere di riduzione pianistica come i Gurre Lieder di Arnold Schönberg trascritti da Alban Berg insieme ai suoi Altenberg Lieder, lo spartito canto e piano risulta un semplice adattamento a modi e semplificazioni della tavolozza orchestrale. Notevole invece quando si opera il contrario cioè si passa dal lied per canto e piano alla sua versione per orchestra come nel caso di Alban Berg, Luigi Dallapiccola, Goffredo Petrassi, Luciano Berio orchestratori di propri o altrui lavori.
La banda, non avendo per molto tempo un suo repertorio, anche perché non esisteva un repertorio sinfonico adattabile, ha tratto la sua forza dalla musica lirica. In ogni più remota piazza d’Italia si è potuta ascoltare la voce di Violetta suonata dal flicornino anziché cantata dal soprano del momento. Esistono ancora oggi le cosìdette bande da giro che tutte le sere suonavano fantasie liriche. Grazie ad Alessandro Vessella, direttore della banda di Roma, fu introdotto il repertorio sinfonico più tipico delle bande militari che di quelle da giro ossia civili. Vicine alla sonorità delle bande sono le orchestrazioni di Duke Ellington o quella della Rapsodia in blue di Gershwin ad opera di Ferd Grofé. Un velo pietoso si stenda sulle versioni leggere delle musiche classiche che ne stravolgono la durata e il ritmo originale. Ma chi l’ha detto che un pubblico non abituato al classico non possa sopportare più di tre minuti di musica se non accompagnata da una ritmica povera ed incessante? Qui non troviamo arte ma superficialità di chi confeziona il prodotto e problemi di cassetta.

criado por andreabasevi    18:50 — Arquivado em: io e la musica

13.11.07

Trascrizione Elaborazione 7

Trascrizione e ironia
Trascrivere è un modo semplice e salutare di usare disciplina nel comporre, proteggendo la musica ad essere relegata a mero oggetto sonoro. Impadronirsi di testi altrui rappresenta un modo di mescolare intimità e rispetto, sempre se esiste un medesimo spirito. Pian pianino l’elaborazione diventa inconsapevole assimilata al processo creativo, è una peripezia e diventa, controllata o meno, parte del pensiero. Mi riferisco alla parodia e alla musica a programma ma non confondiamo la destinazione di quesi oggetti sonori, l’intelligenza dell’autore deve sempre prevalere a scapito dell’uso. Nella Batalia del secentesco tedesco Ignaz von Biber, vengono previsti balzellati degli archi, pezzi di carta tra le corde del contrabasso e dissonanze: sembra che la musica contemporanea non abbia inventato nulla…! Nel Festino di Adriano Banchieri è contenuta una canzone a cinque voci per animali (che non sono cattivi cantanti). La letteratura vocale del rinascimento non è avara di brani simili –basti pensare al Chant des oiseaux di Clement Janequin- ma il Contrapponto di Banchieri contiene un’ ironia sul madrigale della sua epoca e sull’uso di fiorire il cantus firmus dato ai bassi in latino maccheronico. Anche Bach non ne è da meno: trasportando cantate sacre in ruolo di profane ed elaborando in forma scherzosa lo Stabat Mater di Pergolesi dove la parodia è una traduzione all’interno di una stessa lingua. Ma il fondo –mi si perdoni l’ardire- l’ha toccato Amadeus Mozart con il divertentissimo Ein musicalischer Spass K 522 per archi e due corni ribattezzato volgarmente in Italia “I musicanti del villaggio”. Infatti non si tratta di un’orchestra che suona male ma di un compositore che scrive peggio: temi raffazzonati, modulazioni improvvise senza destinazione, cacofonie dei corni, dinamiche a casaccio e, dulcis in fundo, una fuga tentata malamente. Quattro sono i movimenti di questo straordinario lavoro, solo un genio poteva scrivere un pezzo sbagliato in maniera così giusta, non c’è una nota fuori posto. Mi vengono in mente la Sinfonia Classica di Sergej Prokofiev o il Pulcinella di Igor Stravinsky, ma un conto è lavorare su musiche del passato un conto è ironizzare sul presente tant’è vero che non conosco altri brani di tale levatura musicale.

nella foto Carl Stalling

criado por andreabasevi    19:06 — Arquivado em: io e la musica

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