Musica è…

tra note e pensieri

26.5.07

infinito

 

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare.

Giacomo Leopardi

criado por andreabasevi    8:58 — Arquivado em: Poesia

19.5.07

Yeetgadal

Yeetgadal v’ yeetkadash sh’mey rabbah (Cong. Amein).
May His great Name grow exalted and sanctified (Cong. Amen.)

B’almah dee v’rah kheer’utey
in the world that He created as He willed.

v’ yamleekh malkhutei,b’chahyeykhohn, uv’ yohmeykhohn,
May He give reign to His kingship in your lifetimes and in your days,

uv’chahyei d’chohl beyt yisrael,
and in the lifetimes of the entire Family of Israel,

ba’agalah u’veez’man kareev, v’eemru: Amein.
swiftly and soon. Now respond: Amen.

(Cong: Amein. Y’hey sh’met rabbah m’varach l’alam u’l'almey almahyah)
(Cong Amen. May His great Name be blessed forever and ever.)

Y’hey sh’met rabbah m’varach l’alam u’l'almey almahyah.
May His great Name be blessed forever and ever.

Yeet’barakh, v’ yeesh’tabach, v’ yeetpa’ar, v’ yeetrohmam, v’ yeet’nasei,
Blessed, praised, glorified, exalted, extolled,

v’ yeet’hadar, v’ yeet’aleh, v’ yeet’halal sh’mey d’kudshah b’reekh hoo
mighty, upraised, and lauded be the Name of the Holy One, Blessed is He

L’eylah meen kohl beerkhatah v’sheeratah,
beyond any blessing and song,

toosh’b'chatah v’nechematah, da’ameeran b’al’mah, v’eemru: Amein
praise and consolation that are uttered in the world. Now respond: Amen.

Y’hei shlamah rabbah meen sh’mahyah,v’chahyeem
May there be abundant peace from Heaven, and life

aleynu v’al kohl yisrael, v’eemru: Amein
upon us and upon all Israel. Now respond: Amen.

Oseh shalom beem’roh’mahv, hoo ya’aseh shalom,
He Who makes peace in His heights, may He make peace,

aleynu v’al kohl yisrael v’eemru: Amein
upon us and upon all Israel. Now respond: Amen.

criado por andreabasevi    22:50 — Arquivado em: Sem categoria

15.5.07

il viaggio

Si possono percorrere milioni di chilometri in una sola vita
senza mai scalfire la superficie dei luoghi
nè imparare nulla dalle genti appena sfiorate.
Il senso del viaggio sta nel fermarsi ad ascoltare
chiunque abbia una storia da raccontare.

Camminando si apprende la vita,
camminando si conoscono le cose,
camminando si sanano le ferite del giorno prima.
Cammina guardando una stella
ascoltando una voce
seguendo le orme di altri passi.
Cammina cercando la vita
curando le ferite lasciate dai dolori.
Niente può cancellare il ricordo del cammino percorso.

Rubén Blades

criado por andreabasevi    13:24 — Arquivado em: Poesia

13.5.07

agli amici

Cari amici, qui dico amici
nel senso vasto della parola:
moglie, sorella, sodali, parenti,
compagne e compagni di scuola,
persone viste una volta sola
o praticate per tutta la vita:
purché fra noi, per almeno un momento,
sia stato teso un segmento,
una corda ben definita.
Dico per voi, compagni d’un cammino
folto, non privo di fatica,
e per voi pure, che avete perduto
l’anima, l’animo, la voglia di vita.
O nessuno, o qualcuno, o forse un solo, o tu
che mi leggi: ricorda il tempo,
prima che s’indurisse la cera,
quando ognuno era come un sigillo.
Di noi ciascuno reca l’impronta
dell’amico incontrato per via
in ognuno la traccia di ognuno.
Per il bene od il male
in saggezza o in follia
ognuno stampato da ognuno.
Ora che il tempo urge da presso,
che le imprese sono finite,
a voi tutti l’augurio sommesso
che l’autunno sia lungo e mite.

Primo Levi, 6 dicembre 1985

criado por andreabasevi    8:28 — Arquivado em: Poesia

10.5.07

la bambina senza nome

C’era una bambina che aveva un nome come tutti i bambini del mondo: era allegra, e andava spesso a giocare in un certo giardino. Un giorno lanciò la palla al di là di una siepe, e quando andò a cercarla, non la trovò. Cerca qua, cerca là, la palla non c’era: la bambina era stupita e anche un po’ spaventata. A un tratto senti una vocina, in alto: - E tua questa bella palla, piccolina? La bambina guardò su, e vide un omettino magro seduto a cavallo di un ramo: aveva la palla fra le mani. - Certo che è mia. Dammela! - disse la bambina. - E tu cosa mi dai, in cambio? - Niente! La palla è mia! - Ma adesso ce l’ho io! - Non ho niente da darti! - disse la bambina. - Si che ce l’hai: dammi il tuo nome! Pensando che l’ometto scherzasse, la bambina gli disse: - Va bene, te lo do: butta la palla! Quello sorrise, lasciò cadere la palla, lei la prese e tornò a casa: si sentiva strana. E più strana si senti quando si accorse che la salutavano senza più dire il suo nome: poi, pensandoci, si accorse che nemmeno lei lo ricordava. - Mamma, come mi chiamo io? - disse allora la bambina a sua madre. - Tu? Non hai nessun nome, - disse la mamma. La bambina andò a guardare i suoi libri, i suoi quaderni, e vide che non c’era nessun nome. - Tu, scendi a fare merenda! - gridò la mamma di sotto. «La mamma mi ha sempre detto di non chiamare nessuno con un Tu… È perché proprio io un nome non ce l’ho…» pensò con tristezza. Allora, piangendo, la bambina prese la palla, andò al giardino, arrivò sotto l’albero. L’omarino era ancora lassù, con la mano chiusa, e sorrideva. - Ridammi il mio nome! - gridò la bambina. - Ti darò la palla, se vuoi. - Tieniti la palla, piccolina, e anche il tuo nome: e un’altra volta, non darlo a nessuno, capito? Apri la mano, e all’improvviso la bambina ricordò di chiamarsi Antonella, e si mise a saltare per la gioia. Corse a casa, e la mamma chiese: - Dove sei andata, Antonella? - Avevo perso una cosa importante, mamma, - disse la bambina, e lo disse così seria, che la mamma le diede un bacio di quelli che fanno rumore.

Roberto Piumini -  C’era una volta, ascolta, Einaudi Ragazzi

criado por andreabasevi    22:17 — Arquivado em: Sem categoria

8.5.07

Danza lenta

Hai mai guardato I bambini
in un girotondo?
O ascoltato il rumore della pioggia
quando cade a terra?
O seguito mai lo svolazzare irregolare di una farfalla?
O osservato il sole allo svanire della notte?
Faresti meglio a rallentare.
Non danzare cosi veloce.
Il tempo è breve.
La musica non durerà.
Percorri ogni giorno
in volo?
Quando dici "Come stai"?"
ascolti la risposta?
Quando la giornata è finita
ti stendi sul tuo letto
con centinaia di questioni successive
che ti passano per la testa?
Faresti meglio a rallentare.
Non danzare cosi veloce
il tempo è breve.
La musica non durerà.
Mai detto a tuo figlio, "lo faremo domani?"
senza notare nella fretta,
il suo dispiacere?
Mai perso il contatto,
con una buona amicizia che poi è finita
perchè tu non avevi mai avuto tempo
di chiamare e dire "Ciao"?
Faresti meglio a rallentare.
Non danzare cosi veloce
il tempo è breve.
La musica non durerà
Quando corri cosi veloce per giungere da qualche parte
ti perdi la metà del piacere di andarci.
Quando ti preoccupi e corri tutto il giorno,
E´ come un regalo mai aperto .. . . Gettato via.
La vita non è una corsa.
Prendila più piano.
Ascolta la musica
prima che la canzone sia finita.

 David Weatherford

criado por andreabasevi    20:22 — Arquivado em: Poesia

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