30.4.07
errori sbagliati

I made the wrong mistakes (Ho commesso gli errori sbagliati)
Thelonious Monk

I made the wrong mistakes (Ho commesso gli errori sbagliati)
Thelonious Monk

Il virtuosismo nasce spesso da un conflitto, da una tensione fra l’idea musicale e lo strumento, fra il materiale e la materia musicale. Una ben nota situazione di virtuosismo può avverarsi quando preoccupazioni tecniche e stereotipi esecutivi hanno il soppravvento sull’idea, com’è il caso di Paganini. Un altro caso di tensione si ha quando la novità e la complessità del pensiero musicale -con le sue altrettante complesse e diversificate dimensioni espressive- impone cambiamenti di rapporto con lo strumento, spesso imponendo qualche inedita soluzione tecnica (com’è il caso delle Partite per violino di Bach) ove all’interprete è chiesto di funzionare a un altissimo livello di virtuosismo tecnico e intellettuale.
Luciano Berio

Io cammino per un bosco di larici
ed ogni mio passo è storia.
Io penso, io amo, io agisco
e questo è storia,
forse non farò cose importanti,
ma la storia è fatta
di piccoli gesti
e di tutte le cose
che farò prima di morire
saranno pezzetti di storia
e tutti i pensieri di adesso
faranno la storia di domani.
Italo Calvino
Poesia è giocare con le parole
come si gioca con la palla, l’aquilone, la trottola
solo che palla, aquilone, trottola
dal troppo giocare si guastano
le parole no:
quanto più si gioca con esse
tanto più nuove diventano
come l’acqua del fiume
che è acqua sempre nuova
come ogni giorno che è sempre un giorno nuovo
GIOCHIAMO CON LA POESIA?
CONVITE
Poesia é brincar com palavras
Como se brinca com bola, papagaio, pião
Só que bola, papagaio, pião
De tanto brincar se gastam
As palavras não:
Quanto mais se brinca com elas
Mais novas ficam
Como a água do rio
Que é água sempre nova
Como cada dia que é sempre um novo dia
VAMOS BRINCAR DE POESIA?
José Paulo Paes

Quando musico una poesia devo avere da una parte l’invenzione e dall’altra la disciplina, eppure non posso separare questi due termini: non può esserci disciplina senza invenzione né invenzione senza disciplina. Se mi lascio trascinare dalla musicalità di una poesia otterrò una musica che non conterrà il ritmo della poesia né l’ aumenterà, il verso verrà spogliato della sua musica interna. Dall’altro lato se uso troppa disciplina e lavoro di cesello su un testo cercando di tradurne in musica la tecnica otterrò una musica spogliata della sua entità. Nel mio cammino musicale ho fatto un lavoro di sola disciplina su “A se stesso” di Leopardi cercando di trasferire nella musica il ritmo e gli enjambements del verso. E’ stato un momento della mia personale ricerca sulle strutture, confluito poi in un lavoro spoglio della voce, solo strumentale.
La musica può essere presente dentro la poesia in modi diversi. Io preferisco quando la musica abita la poesia e da questa è abitata in modo rispettoso. Quando voglio entrare dentro la poesia, abitarla con la mia musica, raramente mi colpisce la musicalità di un verso, vengo invece attratto dall’intenzione perché penso io possa dare significanti alla poesia che invece contiene significati. Non credo che un verso pur preciso nel suo significato lo sarà ancora di più una volta musicato, se mai ci sarà una parte semantica più sottolineata.
Risulta poi per me molto importante sapere con quali mezzi fonici metterò in musica la lirica. Se avvicinerò alla voce degli strumenti che la accompagnino (ma non siano solo accompagnamento) dovrò considerarli come un’altra voce. Come la poesia entra dentro la voce che la canta e diventa lo specchio dell’anima del compositore che in quel momento interpreta il verso, così lo strumento è parte integrante della poesia stessa. Nei lieder di Schubert, il pianoforte sottolinea il significante del testo, fa un madrigalismo per dirla con un termine per la musica rinascimentale. Lo stesso avviene con le brevi composizioni pianistiche di Schumann in cui la poesia è assente, ma rimane dentro il brano come suggerita ed è quello che ho tentato di fare accompagnando con brevi brani pianistici le letture dei sonetti di Roberto Piumini: è una musica strumentale con attesa della voce, se poi essa non arriva ci sarà una parte di delusione che per me è una delle forze di un brano musicale, quello che lo fa riascoltare.
Tra gli scrittori da me musicati Queneau e Campanile hanno lavorato di gioco sul testo e sulla parola, mentre di Roberto Piumini ho composto madrigali su sonetti in endecasillabi con forti valenze semantiche e canzoni per bambini o piccoli brani polifonici per le sue filastrocche e piccole poesie. Piumini ha anche preparato per me libretti per opere da camera per bambini. Non considero estremi questi miei approcci verso la poesia, sono solo modi diversi del mio entrarci dentro.
La collaborazione con il poeta Roberto Piumini nasce dal mio amore verso la sua parola, trovata sia nei suoi libri per bambini che nei romanzi o nelle raccolte poetiche. Piumini è poeta in ogni sua riga con una ricerca mai banale del linguaggio e un intelligente coabitazione di forme strutturali. Io ammiro molto chi riesce a far partire la mente in sogni che popolano la nostra personale memoria. Il mio fare musicale è spesso un mélange di generi, sempre trattati in maniera ironica, il che comporta una forte conoscenza e quindi di rispetto di ciò che vado a trattare.
La mia musica per la poesia di Roberto Piumini
di Andrea Basevi

Le favole dove stanno?
Ce n’è una in ogni cosa:
nel legno del tavolino,
nel bicchiere, nella rosa.
La favola sta lì dentro
da tanto tempo, e non parla:
è una bella addormentata
e bisogna svegliarla.
Ma se un principe, o un poeta,
a baciarla non verrà
un bimbo la sua favola
invano aspetterà.
Il pesce martello è disperato:
un pesce incudine non ha trovato;
non ha trovato in alcun modo
né un pesce-muro né un pesce-chiodo;
non una volta gli succede
di schiacciare un pesce-piede
e nemmeno si è mai sentito
che abbia ammaccato un pesce-dito.
Perciò si lamenta: "Che ci sto a fare
se non ho niente da martellare?
Avevo una scarpa, proprio una sola,
mi divertivo a batter la suola.
Un pescatore me la pescò.
Che dovrei dirgli? Buon pranzo, buon pro".
La galleria è una notte per gioco,
è corta corta e dura poco.
Che piccola notte scura scura!
Non si fa in tempo ad avere paura.
Con te la luna è buona,
mia savia bambina:
se cammini, cammina
e se non ti fermi tu
si ferma anche la luna
ubbidiente lassù.
E’ un piccolo cane bianco
che tu tieni al guinzaglio,
è un docile palloncino
che tieni per il filo;
andando a dormire lo leghi al cuscino
la luna tutta la notte
sta appesa sul tuo lettino.
Gianni Rodari

(S)CENETTA
Lesto
l’oste
tese il conto
al conte cenante
con l’hostess.
Non tornandogli
i conti
il conte tosto
con un pretesto
lasciò il posto
e non tornò.
Così all’oste
il conte
il conto
non pagò.
lo pagò l’hostess
scontenta
nonostante lo sconto.
Le rondini cuciono il cielo
con fili di frido,
io guardo i fiori del melo,
io piango io rido.
l’Oriente ha gettato la palla
all’Occidente,
io vedo una bianca farfalla
volare nel vento.
Nell’erba c’è un verde rumore
di fiori e di grillo,
ho piena la gola d’amore,
io canto io strillo.
Skiaciato picione
peké non volato
un meto più in là?
Skiaciato spenato
distuto picione
peké non volato
un meto più in là?
Skiaciato spezato
scanato specato
spopato picione
peké non volato
un meto più in là?
Skiaciato titato
ubato sbanato
tutto oto
moto picione
peké non volato
un meto più in là?
Quando ride un bambino
sia biondo che bruno
la terra prende un punto.
Quando ride un bambino
sia bianco che nero
il mare prende un punto.
Quando ride un bambino
sia bimbo che bimba
il cielo prende un punto.
Quando ride un bambino
il mondo prende un punto
e forse anche di più.
Roberto Piumini

PERCHE’ LA PACE NON E’ SOLO UN GIOCO
Pace parola del mare e del vento,
pace un uccello che vola e che canta,
pace un sorriso per ogni bambino,
pace giocare con chi ti è vicino.
E se ti dicono di non giocare
con chi ha la giacca di un altro colore
non ci badare né tanto né poco,
perché la pace non è solo un gioco,
ma se la cerchi la troverai.
Pace, parola che sorgi dal cuore,
pace sognare senza timore,
pace guardare negli occhi qualcuno,
e non lasciare da solo nessuno.
E se ti dicono di non parlare
con chi ha capelli di un altro colore,
non ci badare né tanto né poco,
perché la pace non è solo un gioco,
ma se la cerchi la troverai.
Pace vorrei che ci fosse qua attorno,
pace di notte, pace di giorno,
pace al mattino, pace alla sera,
pace è quel sogno in cui sempre si spera.
Fai che non siano soltanto parole
che si ripetono a vuoto nel sole.
E se ti dicono che questa guerra,
è quella giusta per tutta la terra,
non ci badare né poco né tanto
perché la pace è una soltanto
prova a salvarla: ce la farai.
Anna Galliano

Quanti pesci ci sono nel mare?
Tre pescatori di Livorno
disputarono un anno e un giorno
per stabilire e sentenziare
quanti pesci ci sono nel mare.
Disse il primo: "Ce n’è più di sette,
senza contare le acciughette".
Disse il secondo: " Ce n’è più di mille,
senza contare scampi ed anguille".
Il terzo disse:"Più di un milione!"
E tutti e tre avevano ragione.
I tre dottori di Salamanca
Tre dottori di Salamanca
si misero in mare su una panca,
e se non andavano subito a fondo
facevano certo il giro del mondo.
Tre dottori di Saragozza
si misero in mare in una tinozza,
e se la tinozza a galla restava
qui la storiella non terminava.
Domande
Un tale mi venne a domandare:
quante fragole crescono in mare?
Io gli ho risposto di mia testa:
quante sardine nella foresta?

Ho paura di perdere la meraviglia
dei tuoi occhi di statua e l’accento
che di notte mi mette sulla guancia
la rosa solitaria del tuo alito.
Mi addolora star su questa riva
tronco senza rami; ma ciò che più m’addolora
è non avere fiore, polpa o terra,
per il verme della mia sofferenza.
Se tu sei il mio tesoro occulto,
se sei la mia croce e il mio dolore bagnato,
se sono il cane del tuo dominio,
non lasciarmi perdere ciò che ho guadagnato
e inghirlanda le acque del tuo fiume
con foglie del mio autunno perduto.
Garcia Lorca