Musica è…

tra note e pensieri

31.3.07

le posate sposate

C’era una volta una forchetta molto lucida, con i denti d’argento. Tutti l’ammiravano, e la volevano in sposa. Arrivò il cavatappi, e facendo un giro di danza girondina, disse: - Bella forchetta lucente, guardami un po’: io giro, prillo, tiro, strappo e stappo! Non sono un tipo bello e interessante? Sposami, forchetta, e stapperemo insieme una bottiglia di spumante! La forchetta rispose: - Bello mio, tu stappi, stappi: ma non m’acchiappi! E il cavatappi, deluso, se ne andò nel cassetto. Ed ecco il coltello, lama luccicante ed affilata, che si fece avanti, e mostrandosi di qua e di là, disse: - Forchetta deliziosa, guardami un po’! Io taglio, sego, spello, buco, divido e spartisco! Se mi sposi, sarò come una spada al tuo fianco! E la forchetta: - Bello mio, tu tagli, tagli: ma non mi pigli! E il coltello se ne andò al suo posto nel cassetto. Arriva il cucchiaio, piano piano, col suo testone tondo, e dice: - Eccomi qua, cara forchetta: non ti senti un po’ sola? Io ho un bel posto nel cassetto, con uno spazio vuoto… Vuoi venire a stare con me? La forchetta lo guardò: ed ecco che, guardandolo, non vide solo lui, ma la propria immagine, perché anche il cucchiaio era ben pulito, lucido come uno specchio: però non si vide com’era, ma a testa in giù, perché se ci si guarda nella parte concava di un cucchiaio, succede così. La forchetta si mise a ridere, poi girò dall’altra parte e si specchiò: e si vide grassa grassa, perché chi si specchia nella parte convessa di un cucchiaio, si vede così. Allora la forchetta rise forte, e disse: - Non ti sposo per la casa o per le lire, ma perché mi fai divertire! Così forchetta e cucchiaio diventarono le posate sposate, e abitarono nel cassetto: lui in una stanza e lei nell’altra per stare più comodi. Però, spesso, stavano vicini: e vicini oggi, vicini domani, dopo qualche mese nella cameretta più piccola del cassetto, si senti strillare. Chi era arrivato? Un cucchiaino. E dopo qualche tempo, ancora strilli: era arrivata una forchettina. E giocavano insieme, facevano il bagno nella vasca del lavandino, insieme alle amiche posate, nella schiuma profumata. E quando incontravano il coltello o il cavatappi, quelli dicevano: - Cucchiaino, come somigli a tuo padre! E alla forchettina dicevano: - Sei tutta tua madre! E sospiravano tanto, ma tanto, che il detersivo, attorno, faceva grandissime bolle.

Roberto Piumini

criado por andreabasevi    22:43 — Arquivado em: Sem categoria

20.3.07

Zazie

… Poco dopo, ecco Zazie che arriva, accompagnata da un tizio che le porta la valigia.
- Toh, - dice Jeanne Lalochère - Marcelle.
- Come vede.
- Ma dorme in piedi!
- Si è fatta un po’ di baldoria. Bisogna scusarla. E anch’io, bisogna scusarmi se vo via subito.
- Capisco. Ma gabriel?
- E’ un po’ giù. Sparisco. Ciao, piccola.
- Arrivederci, signore, - dice Zazie, affatto assente.
Jeanne Lalochère la fa salire nello scompartimento.
- Allora, ti sei divertita?
- Così.
- L’hai visto, il metrò?
- No.
- E allora, che cosa hai fatto?
- Sono invecchiata.

da Zazie nel metrò di Raymond Queneau

criado por andreabasevi    22:49 — Arquivado em: Sem categoria

17.3.07

tanto sudore umano

Tanto sudore umano
tanto sangue in vano
tante mani consumate
tante lacrime sprecate
tante catene tanti nodi
tante ire tanti odi
tanti denti spezzati
tanti occhi sbarrati
tante cose false e vere
tante lunghe tiritere
tanti preti tante monache
tante uniformi tante tonache
tante guerre tante paci
tanti papi tanti duci
tanti re tante regine
tante dame tante pedine
tanti pianti tanti rimpianti
tante pene tanto peccato
tante vite a perdifiato
tanti patiboli tanti tormenti
tanti supplizi divertenti

Tanti padiboli tanti tormenti
tante vite a perdifiato
tante pene tanto peccato
tanti pianti tanti rimpianti
tante dame tante pedine
tanti re tante regine
tanti papi tanti duci
tante guerre tante paci
tante uniformi tante tonache
tanti preti tante monache
tante lunghe tiritere
tante cose false e vere
tanti occhi sbarrati
tanti denti spezzati
tante ire tanti odi
tante catene tanti nodi
tante lacrime sprecate
tante mani consumate
tanto sangue in vano
tanto sudore umano.

Raymond Queneau trad. Franco Fortini

criado por andreabasevi    23:29 — Arquivado em: Poesia

14.3.07

i musicanti di Brema

 

I MUSICANTI DI BREMA
Musiche di Andrea Basevi
Accademia Filarmonica di Roma - Sala Casella
Via Flaminia – Roma

Sabato 24 marzo (ore 11,30 e ore16), lunedì e martedì alle ore 10,30 e alle 14,30, alla Sala Casella saranno di scena i bambini.
I musicanti di Brema un’opera per bambini tratta dalla favola dei fratelli Grimm, riscritta da Roberto Piumini su musiche di Andrea Basevi (costumi di Silvia Fantini, scene di Giulia De Mari, regia di Marco Carniti) verrà eseguita dal gruppo strumentale Bernini diretto da Erasmo Gaudiomonte.
La manifestazione si svolgerà in collaborazione con l’Accademia del Costume e le Scuole elementari San Pio X e Guglielmina Ronconi di Roma.

Lo spettacolo di marzo non è collocato nella abituale sede del Teatro Olimpico, ma alla Sala Casella, e soprattutto è destinato a un pubblico nuovo, quello dei bambini.
A loro la Filarmonica dedica da sempre una grande attenzione per quel che riguarda la didattica, testimoniata dal Coro di don Pablo Colino e dalle lezioni del Quartetto Bernini. Una serie di scuole romane di vario grado hanno poi un rapporto privilegiato con la Filarmonica e i loro allievi sono spesso tra gli spettatori dei normali concerti.
Questa volta la Filarmonica non vuole rivolgersi ai giovani solo come pubblico, ma chiede loro di prendere direttamente parte alla creazione di uno spettacolo. “Avvicinare il pubblico dei più giovani alla musica di qualità – ha detto Giorgio Battistelli - deve essere un compito centrale per le associazioni come la nostra: sono loro il nostro futuro. Non dobbiamo però limitarci a invitarli ad assistere, ma coinvolgerli maggiormente, magari fin da piccoli”. È su queste basi che e nato il progetto dei “Musicanti di Brema ”, un intero spettacolo dedicato ai bambini che li vede nella duplice veste non solo di spettatori ma anche di esecutori. L’occasione è venuta da una celebre favola “musicale” dei Fratelli Grimm, ri-raccontata per l’occasione da Roberto Piumini (un vero scrittore cult dell’infanzia) e musicata da Andrea Basevi. Con la regia di Marco Carnini, le scene di Giulia De Mari, i costumi di Silvia Fantini i dodici personaggi che animeranno la storia saranno cantati da altrettanti allievi delle scuole elementari romane San Pio X e Guglielmina Ronconi ( divisi in due cast). Con loro suoneranno anche i grandi: nove strumentisti, e un coro di bambini, sotto la guida del direttore d’orchestra Erasmo Gaudiomonte.
La storia è quella celebre del Gatto, del Cane, dell’Asino e del Gallo che vogliono scappare a Brema per sfuggire ai loro padroni e suonare in una celebre orchestra, e che, lungo la strada, riescono anche a mettere in fuga un gruppo di banditi.

criado por andreabasevi    16:44 — Arquivado em: io e la musica

13.3.07

non insegnate ai bambini

Non insegnate ai bambini
non insegnate la vostra morale
è così stanca e malata
potrebbe far male
forse una grave imprudenza
è lasciarli in balia di una falsa coscienza.
Non elogiate il pensiero
che è sempre più raro
non indicate per loro
una via conosciuta
ma se proprio volete
insegnate soltanto
la magia della vita.

Giro giro tondo cambia il mondo.

Non insegnate ai bambini
non divulgate illusioni sociali
non gli riempite il futuro
di vecchi ideali
l’unica cosa sicura è tenerli lontano
dalla nostra cultura.
Non esaltate il talento
che è sempre più spento
non li avviate al bel canto,
al teatro, alla danza ma se proprio volete
raccontategli il sognodi un’antica speranza.
Non insegnate ai bambini
ma coltivate voi stessi il cuore e la mente
stategli sempre vicini
date fiducia all’amore
il resto è niente.

Giro giro tondo cambia il mondo.
Giro giro tondo cambia il mondo.

Giorgio Gaber

criado por andreabasevi    23:34 — Arquivado em: Poesia

11.3.07

pensieri di Bruno Maderna

Ho pensato che l’atteggiamento di un uomo che usa il suo tempo libero dovrebbe essere, almeno per principio, diverso da quello che ha nella sua vita normale. Ad esempio, si può andare per i campi, osservare fiori e alberi, odorare i fiori, ascoltare gli uccelli e notare una quantità piccole cose che nella vita normale non si noterebbero, poiché si è sempre preoccupati di fare in fretta, di andare al lavoro, di compiere qualche dovere. Allora ho pensato a cosa succederebbe se una persona prendesse piacere ad ascoltare i rumori, le voci in lontananza, il vento, i ricordi della musica ascoltata la sera prima o che gli piacerebbe ascoltare e poi volesse divertirsi a comporre con tutte queste esperienze e farne un collage. (a proposito di "Tempo libero").

Divento sempre più consapevole che nella vita non bisogna essere conseguenti, specialmente se si è compositori, artisti. Credo che si debba odiare la conseguenzialità. Bisogna invece cercare di essere così naturali e vivi da poter seguire ed esprimere i diversi momenti del nostro organismo sia fisico che psicologico.

criado por andreabasevi    23:27 — Arquivado em: Sem categoria

10.3.07

Liberta

Sui miei quaderni di scolaro
sui miei banchi e sugli alberi
sulla sabbia e sulla neve
io scrivo il tuo nome

Su tutte le pagine lette
su tutte le pagine bianche
pietra sangue carta cenere
io scrivo il tuo nome

Sulle dorate immagini
sulle armi dei guerrieri
sulla corona dei re
io scrivo il tuo nome

Sulla giungla e sul deserto
sui nidi sulle ginestre
sull’eco della mia infanzia
io scrivo il tuo nome

Sui prodigi della notte
sul pane bianco dei giorni
sulle stagioni promesse
io scrivo il tuo nome

Su tutti i miei squarci d’azzurro
sullo stagno sole disfatto
sul lago luna viva
io scrivo il tuo nome

Sui campi sull’orizzonte
sulle ali degli uccelli
sul mulino delle ombre
io scrivo il tuo nome

Su ogni soffio d’aurora
sul mare sulle barche
sulla montagna demente
io scrivo il tuo nome

Sulla schiuma delle nuvole
sui sudori dell’uragano
sulla pioggia fitta e smorta
io scrivo il tuo nome

Sulle forme scintillanti
sulle campane dei colori
sulla verità fisica
io scrivo il tuo nome

Sui sentieri ridestati
sulle strade aperte
sulle piazze dilaganti
io scrivo il tuo nome

Sul lume che s’accende
sul lume che si spegne
sulle mie case raccolte
io scrivo il tuo nome

Sul frutto spaccato in due
dello specchio e della mia stanza
sul mio letto conchiglia vuota
io scrivo il tuo nome

Sul mio cane goloso e tenero
sulle sue orecchie ritte
sulla sua zampa maldestra
io scrivo il tuo nome

Sul trampolino della mia porta
sugli oggetti di famiglia
sull’onda del fuoco benedetto
io scrivo il tuo nome

Su ogni carne consentita
sulla fronte dei miei amici
su ogni mano che si tende
io scrivo il tuo nome

Sui vetri degli stupori
sulle labbra intente
al di sopra del silenzio
io scrivo il tuo nome

Su ogni mio infranto rifugio
su ogni mio crollato faro
sui muri della mia noia
io scrivo il tuo nome

Sull’assenza che non desidera
sulla nuda solitudine
sui sentieri della morte
io scrivo il tuo nome

Sul rinnovato vigore
sullo scomparso pericolo
sulla speranza senza ricordo
io scrivo il tuo nome

E per la forza di una parola
io ricomincio la mia vita
Sono nato per conoscerti
per nominarti
Libertà.

Paul Eluard

criado por andreabasevi    9:43 — Arquivado em: Sem categoria

9.3.07

Giro giro tondo

Giro giro tondo,
tondo come il mondo,
la luna qualche volta,
la palla quando salta,
il tondo del mio occhio,
la ruota sotto il cocchio,
il giro della chiave,
l’oblò sopra la nave,
la perla sotto il mare,
l’anello dell’amore,
il sole luminoso,
il pozzo silenzioso,
il volo del rapace,
la guerra non è pace,
la pace non è guerra,
e tutti giù per terra!

Roberto Piumini

criado por andreabasevi    23:35 — Arquivado em: Poesia

4.3.07

pensieri di Goffredo Petrassi

Commissioni: salvare la propria anima, il proprio essere.

Testo: bisogna sentirlo, parlare con lui, far uscire la musicalità della parola, dare la tinta, un possesso totale da cui si decide la musica giusta.

Regole: "J’aime l’émotion qui corrige la règle" . Bisogna appropriarsi della propria libertà. Cambia solo la superficie, l’uomo rimane lo stesso. Possedere un unicum ed essere fedeli a sé stessi con principi interiori di intuito.

Nel soffio c’è sempre una presenza sonora.

criado por andreabasevi    19:44 — Arquivado em: Sem categoria

2.3.07

battute di Woody Allen

Il mondo e’ diviso in buoni e cattivi. I buoni dormono meglio la notte, i cattivi se la spassano meglio il giorno. 
E’ assolutamente evidente che l’arte del cinema si ispira alla vita, mentre la vita si ispira alla TV. 
Io sono il migliore amico che abbia mai avuto. 
Il mio cervello e’ il mio secondo organo preferito. 
Se solo Dio volesse darmi un segno che esiste; ad esempio depositando una grossa somma di denaro sul mio conto in banca! 
Non solo Dio non esiste, ma provate a trovare un idraulico la domenica. 
Oggi sono più conosciuto: faccio cilecca con donne più belle. 
Ringrazio Dio di non avermi fatto nascere donna. Avrei passato tutto il giorno a toccarmi le tette! 
Ho smesso di fumare. Vivrò una settimana in più e in quella settimana pioverà a dirotto. 
Non credo che l’analisi mi possa aiutare. Mi ci vorrebbe una lobotomia.  
"Ma perché… perché devi sempre incasellare le mie voglie animalesche dentro categorie psicanaliste?" egli disse, togliendole il reggiseno. 
Fui buttato fuori dall’Università’ il primo anno. Mi scoprirono mentre copiavo allo scritto di metafisica. Sbirciavo nell’anima del mio vicino. 
"Oh, sei in analisi". Si da 15 anni". "15 anni? ". "Si, adesso gli do un altro anno di tempo e poi vado a Lourdes".  
Non sarai mai solo con la schizofrenia. 
Quando fui rapito i miei genitori si diedero subito da fare. Affittarono la mia stanza. 
Il sesso senza amore e’ un’esperienza vuota, ma fra le esperienze vuote e’ una delle migliori! 
Una volta, mentre facevamo all’amore, si e’ verificata una stranissima illusione ottica: sembrava quasi che lei si fosse mossa. 
L’ultima volta che sono entrato in una donna e’ stato quando ho visitato la Statua della Libertà. 
Lei: "Lo sai che cos’e’ l’invidia del pene?". Lui: "Se lo so? Io sono uno dei pochi maschi che ne soffre…"  
Io sono un tipo all’antica. Non credo alle relazioni extraconiugali.
Credo che ci si dovrebbe accoppiare a vita come i piccioni e i cattolici. 
Ho un solo rimpianto nella vita: di non essere qualcun altro. 
Si vive una sola volta. E qualcuno neppure una. 
Non sono un atleta. Ho cattivi riflessi. Una volta sono stato investito da un’auto spinta da due tizi. 
"Baci da Dio!". "Beh, si… Lui ha preso tante cose da me!" 
Quando ero piccolo i miei genitori mi volevano talmente bene che misero nella culla un orsacchiotto vivo. 
Recentemente ho letto la Bibbia. Non male, ma il personaggio principale e’ poco credibile. 
I cattivi hanno capito qualcosa che i buoni ancora non hanno capito. 
Tu mi dai fastidio perché ti credi tanto un Dio. "Beh, dovrò pur prendere qualcuno a modello a cui ispirarmi, no?"  
Il mio primo anno di matrimonio aveva preso una brutta piega. Tendevo a mettere mia moglie sotto un piedistallo. 
Sono contrario ai rapporti prima del matrimonio; fanno arrivare tardi alla cerimonia. 
Morire e’ una delle poche cose che si possono facilmente fare stando sdraiati. 
Quel ballerino aveva una calzamaglia così stretta che non solo si distingueva il sesso, ma anche la religione. 
Gli intellettuali sono come la mafia. Si uccidono fra di loro. 
Prima di salutarvi vorrei tanto lasciarvi un messaggio positivo. Ma non ce l’ho. Sono la stessa cosa due messaggi negativi? 
Non e’ che ho paura di morire. E’ che non vorrei essere li quando questo succede". 
La maturità di una persona non si misura dall’età’, ma dal modo con cui si reagisce svegliandosi in pieno centro in mutande. 
Mio nonno era un uomo molto insignificante. Al suo funerale il carro funebre seguiva le altre auto. 
Non mangio mai ostriche. Il cibo mi piace morto. Non malato, ne’ ferito. Morto. 

criado por andreabasevi    13:55 — Arquivado em: Sem categoria

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