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Se tu mi ami, amami sottovoce
non gridarlo da sopra i tetti,
lascia in pace gli uccellini
lascia in pace me!
Se mi vuoi,
infine,
che sia delicatamente, Amore mio,
che la vita è breve, e l’amore più breve ancora...
Bilhete
Se tu me amas, ama-me baixinho
Não o grites de cima dos telhados
Deixa em paz os passarinhos
Deixa em paz a mim!
Se me queres,
enfim,
tem de ser bem devagarinho, Amada,
que a vida é breve, e o amor mais breve ainda...
Mário Quintana (1906 - 1994)
traduzione Patrizia Ercole
Penso che non esista un insieme strumentale che sia stato penetrato tanto profondamente dal pensiero musicale quanto il Quartetto d'Archi. È infatti attraverso di esso che il vascello della musica ha gettato lo scandaglio nei mari più profondi. Dopo quasi 250 anni di vita esso continua a non essere riducibile alla somma dei suoi componenti e si presenta a noi, invece, come uno "strumento" la cui dialettica fra individualità ed unanimità, fra autonomia e omogeneità, sembra porsi come paradigma di una società ideale"
Luciano Berio
Ensinar
é um exercício
de imortalidade.
De alguma forma
continuamos a viver
naqueles cujos olhos
aprenderam a ver o mundo
pela magia da nossa palavra.
O professor, assim, não morre
jamais...
Rubem Alves no livro A Alegria de ensinar
Insegnare è un esercizio di immortalità. In qualche forma continuiamo a vivere in coloro i cui occhi appresero a vedere il mondo per la magia della nostra parola. Il professore, così, non muore mai… (trad. Patrizia Ercole)

Donna ferma sul canto della via,
che dagli occhi non mostri di vedere,
non importuni con la voce, stai
nella strada dorata come pietra
sorda;
fossi la marionetta che s’affloscia
al muro, l’occhio vacuo, le braccia
penzoloni!
e se viva
sei, t’impuntassi innanzi a ognuno, muta
che indica col dito, nero il buco
della bocca…
Senza paura non ti guardo, tanto
mi rassomigli; non viva, non morta;
donna ferma sul canto della via.
Camillo Sbarbaro

Nessuna cosa nasce in loco dove non sia vita sensitiva, vigitativa e rationale.
Nasce le penne sopra li uccelli e si mutano ogni anno;
li peli sopra li animali e ogni anno si mutano, salvo alcune parti come i peli delle barbe de’ lioni e gatte e simili;
nasce l’erbe sopra li prati, e le foglie sopra li alberi, e ogni anno in gran parte si rinnovano.
Adunque potrem dire la terra aver anima vigitativa,
e che la sua carne sia la terra,
li suoi ossi siano li ordini delle collegationi de’ sassi di che si compongono le montagnie,
il suo tenerume sono li tufi,
il suo sangue sono le vene delle acque,
il lago del sangue, che sta d’intorno al core, è il mare oceano,
il suo alitare è il crescere e il discrescere del sangue pelli polsi e così nella terra è il frusso e il refrusso del mare,
e’ l caldo dell’anima del mondo è il foco, ch’è infuso per la terra,
e la residenza dell’anima vigitativa sono li fochi che per diversi lochi della terra spirano in bagni e in miniere di zolfi e in vulcano, e Mongibello di Cicilia e altri lochi assai.
Testo di LEONARDO dal Codice Lancaster 3B – 34